La Strada del Miele di Macerata è il primo itinerario organizzato per una vacanza sostenibile all’insegna dell’apiturismo che comprende i 6 comuni marchigiani membri dell’associazione Le Città del Miele. Il progetto è nato nel 2024 su iniziativa del Consorzio Apicoltori di Macerata, un territorio provinciale che vede presenti sei Città del Miele abbracciando mete diversificate dall’area montana a quella collinare, dai vigneti a città d’arte, come Matelica, Monte Cavallo, Montelupone, Urbisaglia, Valfornace e Camerino, di recente ingresso.

La proposta di apiturismo integra le varie soluzioni di itinerario con servizi di accoglienza, ricettività ed esperienze da vivere nelle diverse tappe, tutte ben indicate e descritte sul sito Strada del Miele di Macerata, una piattaforma digitale user-friendly, progettata sulle esigenze dei viaggiatori e arricchita da una mappa interattiva che permette di consultare i punti di interesse della zona.

L’itinerario, percorribile nella sua interezza o in parte, abbraccia paesaggi molto vari, colline, monti, parchi naturali e borghi medievali circondati da vigneti, boschi e prati che si perdono a vista d’occhio: un territorio d’eccellenza per l’allevamento delle api, che qui trovano una biodiversità particolarmente ricca, e per la produzione di mieli eccellenti. Tante le possibilità per diversi target e passioni: ci sono itinerari a tema con suggerimenti su arte e cultura, storia, religione, natura, non mancano percorsi in auto, in camper, di mototurismo, cicloturismo e trekking di durata e livello di difficoltà differenti.

Un’occasione preziosa per scoprire la grande varietà dei mieli del territorio, che spaziano dal millefiori all’acacia, dal girasole al castagno passando per piante note fin dall’antichità per le loro proprietà benefiche, antinfiammatorie e digestive, quali l’erba strega e l’erba medica.

Non mancano momenti dedicati al lavoro degli apicoltori, come le visite agli apiari per conoscere le diverse fioriture che li circondano, assistere alla smielatura del miele, farsi guidare nella distinzione di gusti e profumi delle diverse tipologie di mieli, degustazioni in abbinamento ai prodotti tipici del territorio, la cucina al miele, farsi raccontare i benefici dell’apiterapia e della cosmesi naturale derivata dai prodotti dell’alveare e, naturalmente, acquistare il miele direttamente dai produttori.

C’è anche l’elenco degli apiari olistici, le “casette delle api” costruite in materiali naturali e con un sistema integrato di arnie applicate esternamente e comunicanti con l’interno attraverso delle grate, ma in tutta sicurezza per gli ospiti, che possono godere di un’esperienza multisensoriale: il ronzio è come una musica che facilita il rilassamento, il ritrovarsi interiore e la meditazione, si respirano odori particolari che attivano sensazione di benessere alle vie respiratorie e ci si può riposare, sdraiati nei comodi lettini, abbandonandosi a sensazioni nuove.

 

La Strada del Miele di Macerata è un invito a visitare sei borghi ricchi di storia, cultura e tradizione.

Camerino domina dalla sommità del colle la grande conca delimitata a sud-est dai Sibillini. Città d’arte legata all’antico centro del ducato dei Da Varano, la sua fama ‘oltre le mura’ è legata all’essere sede di uno degli atenei più antichi d’Italia fondata in età medievale: l’Università degli Studi di Camerino. Tra i luoghi più iconici, la Basilica di San Venanzio Martire, con all’interno la statua argentea del santo, la Rocca Borgesca, fatta erigere da Cesare Borgia nel 1503 e poi restaurata da Giovanni Maria Varano, l’orto botanico, diviso in due parti, una ottocentesca con alberi secolari, l’altra con specie erbacee, arbustive e arboree suddivise per aree tematiche. Qui si produce un ottimo miele di castagno.

Matelica, patria del Verdicchio di Matelica, una delle più importanti DOCG marchigiane nella versione riserva, non a caso è anche Città del Vino, oltre che del Miele: qui è nato il Melitites, il primo vino al miele cantato anche da Plinio Il Vecchio nella sua Naturalis Historia. Passeggiare nel borgo antico significa tornare indietro nel tempo e scoprire delle rarità come il Globo, un orologio solare unico al mondo progettato oltre 2000 anni fa o ammirare, nella vicina frazione di Braccano, i murales realizzati dagli studenti dell’Accademia di Brera, Urbino e Macerata.

 

Nel più piccolo comune delle Marche, Monte Cavallo, il paesaggio montano è tra i più emozionanti della provincia maceratese, con il verde dei prati che nella bella stagione cambia colore grazie alle fioriture spontanee. Chi ama camminare può spingersi fino al Bosco delle Pianotte, punto ideale per escursioni nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Villaggio fortificato circondato da mura, Montelupone racchiude nel centro storico palazzi ed edifici nobiliari e un intreccio di viette e di vicoli che spesso conducono a inaspettate piazzette. La sua posizione privilegiata su una collina consente di osservare il variegato paesaggio marchigiano, che, nei giorni particolarmente tersi, arriva fino all’Adriatico. Qui a dicembre si svolge Mielemente, il primo e unico mercatino di Natale interamente dedicato al miele e ai suoi derivati.

 

Municipio e poi colonia romana, Urbs Salvia, oggi Urbisaglia, conserva un Parco Archeologico di rilevanza nazionale, dove ammirare la storia e i fasti della dominazione romana nelle Marche. La città è dominata da una Rocca medievale dalla quale è possibile ammirare l’antico borgo, con i suoi palazzi, logge e chiese.

 

Ai confini con l’Umbria, si trova Valfornace, nata dalla fusione dei comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte, punto di partenza per l’esplorazione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Qui è tutto ancora autentico, dal caffè secondo la tradizione marchigiana, corretto con liquore all’anice, ai tessuti, lavorati al telaio secondo l’antica tecnica dei liccetti. A fine 2024, è stato inaugurato il “Giardino delle Api”, un’area green che ospita 54 piante nettarifere particolarmente amate dai preziosi imenotteri, nato dalla volontà del Comune di Valfornace che ha saputo attivare una collaborazione sinergica con il Consorzio Apicoltori di Macerata e la rete nazionale de Le Città del Miele. Il giardino ospita cespugli, fioriture e piante creando un percorso educativo e coinvolgente funzionale a promuovere nei visitatori la consapevolezza del valore legato alla biodiversità ambientale che ogni territorio conserva in sé e al rispetto da riservare alla natura quale risorsa preziosa da tutelare anche per le generazioni future.

La Strada del Miele di Macerata nasce su iniziativa del Consorzio Apicoltori di Macerata che si è avvalso della collaborazione de Le Città del Miele per definire le particolarità funzionali a soddisfare la motivazione di una vacanza all’insegna dell’apiturismo. Il tutto in linea con i programmi varati dalla Regione Marche a sostegno dello sviluppo dell’apicoltura territoriale.

Una curiosità: ben quattro dei sei Comuni della Strada del Miele di Macerata sono certificati dal Touring con la Bandiera Arancione per le loro qualità turistiche e ambientali: Camerino, Montelupone, Urbisaglia e Valfornace.

stradadelmieledimacerata.it

IMMAGINI STRADA DEL MIELE DI MACERATA

 

Gli italiani e l’apiturismo

Nel 2023, Le Città del Miele ha realizzato la prima ricerca nazionale volta ad indagare il rapporto tra “Gli italiani e il miele”, nella quale ha trovato ampio spazio l’apiturismo. I consumatori italiani di miele mostrano una discreta inclinazione verso una possibile vacanza apituristica: il 75% del campione dichiara una predilezione medio-alta a prendere in considerazione un’offerta di vacanza apituristica, con più di 1/3 del campione (il 36%) che si spinge fino a valutazioni estremamente positive. Per chi già conosce l’apiturismo, la principale caratteristica di questa vacanza è avere un contatto diretto con la natura. Chi invece non lo conosce pensa di poter effettuare un’esperienza unica. Il campione nella fascia di età dai 35 ai 50 anni invece vuole immergersi in un ambiente incontaminato.

Essendo l’apiturismo legato ai territori del miele, alla domanda “tra le località italiane dove si produce miele, quali sono le prime che vengono in mente”, quasi il 60% del campione non indica una località ma una regione. Tra le prime sei regioni più citate, Trentino Alto Adige, Toscana, Piemonte, Sicilia ed Emilia Romagna. Le uniche località citate dal campione sono Montalcino, Foligno e Asiago: le prime due fanno parte de Le Città del Miele.

Il ruolo delle Città del Miele nell’apiturismo è stato riconosciuto dalla FAO nel suo rapporto “Good Beekeeping Practices for Sustainable Apiculture” (Buone pratiche di apicoltura sostenibile) nel quale l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura ha sottolineato il ruolo che l’Associazione riveste proprio nel promuovere in modo efficace il miele, gli eventi e i luoghi da scoprire e visitare di ogni singola città e territorio. Infatti, Le Città del Miele promuovono l’agenda di “Andar per miele”, 21 appuntamenti annuali in 17 città in 12 regioni italiane, con oltre 400.000 persone che si muovono motivate dal miele ogni anno. In 20 anni è stato attivato un dialogo diretto calcolabile in oltre 7 milioni di consumatori/turisti.

 

Profilo

Le Città del Miele è la rete dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani. Fin dalla sua nascita, nel 2001, collabora, a livello regionale e provinciale con il mondo dell’apicoltura sviluppando un’agenda nazionale di eventi promossi e sostenuti dalle Città associate. Un impegno che, nell’arco di vent’anni, è stato fondamentale per la conoscenza dei mieli e che ha consentito a più di 5 milioni e mezzo di consumatori di conoscere, degustare e scoprire la qualità e la diversità dei numerosi mieli italiani.